“Proposte concrete e realizzabili che abbracciano vari ambiti e con un unico intento: favorire crescita, sviluppo e lavoro e supportare le Pmi, spina dorsale della nostra economia”. Questo il “pacchetto” di idee presentato oggi dal presidente Maurizio Casasco che, nel corso dell’incontro al Viminale tra le parti sociali e il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha rappresentato Confapi, la Confederazione italiana della piccola e media industria privata con oltre 83 mila aziende e più di un milione di lavoratori associati.
 
“Ridurre il cuneo fiscale – evidenzia Confapi – è oggi prioritario per abbattere il costo del lavoro e permettere alle imprese di essere competitive. Un primo passo può essere la detassazione degli aumenti retributivi definiti a livello di contrattazione nazionale e aziendale. Seguendo tale percorso, il gettito annuale dell’Inps non subirebbe variazioni rispetto agli anni precedenti, gli aumenti andrebbero direttamente a beneficio dei lavoratori, crescerebbero i consumi, la domanda e il mercato interno che è ancora molto importante per le nostre industrie”.
 
“La semplificazione – continua Confapi – resta un tema cruciale perché non è pensabile che, ogni anno, un’azienda debba effettuare ben 89 operazioni tra dichiarativi, adempimenti e pagamenti fiscali. Le imprese molto spesso svolgono una mole di lavoro enorme per inserire dati che sono già in possesso della Pubblica Amministrazione: semplificare significa maggior efficienza e risparmio di tempo e costi”.
 
“Riteniamo che anche una Riforma del processo civile delle imprese sia urgente per scongiurare le lungaggini processuali che disincentivano gli investimenti nel nostro Paese – sottolinea Confapi –. Anche il Consiglio dell’Unione Europea ha auspicato l’introduzione di norme procedurali più semplici al fine di accelerare i processi civili. Sarebbero sufficienti poche norme per estendere, con gli opportuni adattamenti, il processo Fornero anche alle imprese, purché sia prevista una norma sanzionatoria per i giudici che non rispettano i termini processuali”.
 
“Proponiamo, inoltre, l’istituzione di una task force che supporti la fruizione dei fondi europei perché è paradossale che Regioni come Sicilia o Calabria, che pure potrebbero beneficiare di maggiori risorse europee, riescano ad impegnarne solo una minima parte. I numeri – precisa Confapi – dicono che per il periodo 2014-2020 l’Italia ha avuto a disposizione circa 145 miliardi di euro di fondi europei, dei quali 102,8 miliardi per le regioni del Mezzogiorno. Tuttavia, come riportato dal Sistema Nazionale di Monitoraggio, la spesa dei programmi operativi regionali e nazionali si è attestata solo al 12,62%. È una situazione, questa, che va risolta”.

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