Il Consiglio Direttivo della Sezione Edili Confapi Aniem di Confapi Matera ha esaminato la situazione del settore delle costruzioni in Basilicata che, nonostante sia da tutti considerato strategico per il sistema socio-economico locale, non riceve sufficiente attenzione da parte delle istituzioni competenti. Di qui la decisione di invitare queste ultime a un maggiore impegno per non disperdere un patrimonio di imprese e di lavoratori caratterizzati da grande capacità e competenza e da indubbie doti morali ed etica professionale.
Il Consiglio Direttivo ha convenuto sull’opportunità di rendere ancora più stringente il confronto costruttivo con le Pubbliche Amministrazioni al fine sia di agevolare l’applicazione della nuova normativa sugli appalti, sia di conciliare l’interesse delle imprese locali a lavorare nel territorio con l’interesse pubblico al rispetto dei principi di economicità, efficacia e buon andamento dell’azione amministrativa. Il presidente degli Edili, Claudio Nuzzaci, ha quindi inviato una lettera alle Stazioni Appaltanti della Basilicata per evidenziare l’opportunità di adottare alcuni legittimi accorgimenti.
“Allorquando si fa ricorso alla procedura negoziata per i lavori di importo compreso tra 150mila e un milione di euro – scrive Nuzzaci - sarebbe opportuno utilizzare il sistema degli inviti mediante indagine di mercato a seguito di manifestazione di interesse, anziché ricorrere agli elenchi di operatori economici. Riteniamo, infatti, che tra le due possibilità offerte dall’art. 36 del Codice Appalti, quella delle indagini di mercato a seguito di manifestazione di interesse offra maggiori garanzie di trasparenza ma soprattutto dia maggiori possibilità di partecipazione alle imprese locali, rispetto agli albi interni alle Amministrazioni”.
Il presidente degli Edili di Confapi Matera invita le Stazioni Appaltanti a “valutare l’opportunità di invitare un numero maggiore di imprese rispetto al numero minimo di 15 previsto dalla legge. Circoscrivere gli inviti alle procedure negoziate solo al numero minimo previsto dalla legge, seppur pienamente legittimo, limita tuttavia le possibilità di lavoro per le imprese idonee che, in questo periodo di crisi del settore e di penuria di gare d’appalto, necessitano di maggiori opportunità”.
Infine, premesso che il nuovo Codice Appalti prevede che il criterio del minor prezzo possa essere utilizzato per i lavori di importo fino a 2 milioni di euro, senza escludere tuttavia il ricorso al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, Nuzzaci chiede di preferire sempre il massimo ribasso piuttosto che l’OEV. Per le imprese di minori dimensioni l’OEV comporta costi eccessivi perché richiede la presenza in house di un ufficio di progettazione oppure il ricorso a progettisti esterni.

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