È stato un viaggio all’interno del mondo produttivo padovano e più in generale del Nord Est. Non a caso è iniziato in auto, nella zona industriale della città del Santo, con il presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confapi Jonathan Morello Ritter intervistato dal giornalista Lorenzo Falco, del programma di approfondimento di Rai Tre “Agorà”, andato in onda giovedì 11 gennaio: «Molti capannoni sono sfitti e vuoti, ma le nostre imprese sono alle prese con un’economia che si sta riprendendo. Il Jobs Act sicuramente è stato utile ad assumere, ma aiuta le imprese “a tempo”, perché in questo momento non c’è un mercato sufficientemente solido che consenta alle imprese di assumere a tempo indeterminato», le parole di Morello Ritter.

Prosegue così l’impegno di Confapi Padova nel far sentire la voce delle piccole industrie del territorio sui media nazionali, dopo la recente partecipazione dello stesso Morello Ritter a “Tagadà”, su La7, e le interviste agli imprenditori dell’Associazioni sulle pagine del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore. Al centro del servizio di Agorà gli effetti del Jobs Act sull’occupazione, alla luce della querelle tra Berlusconi («Una volta al governo abolirò il Jobs Act», frase poi parzialmente ritrattata) e Renzi («Vada a chiedere alle aziende del Nord Est cosa pensano del Jobs Act»). I dati sul territorio dicono che dal 2015 ci sono 156 posizioni di lavoro in più in Veneto, 39.400 in più rispetto all’anno precedente (fonte Veneto Lavoro). Ma a trainare la crescita dell’ultimo anno sono soprattutto i contratti a termine (+29.800), l’apprendistato (+6.900) e, in misura più ridotta, il lavoro somministrato tramite agenzia (+2.100), mentre i contratti a tempo indeterminato si mantengono sui livelli raggiunti a seguito dell’eccezionale crescita registrata nel 2015 e mostrano un saldo annuo positivo per 300 posizioni di lavoro.

Il viaggio di Agorà è proseguito all’interno dell’azienda Iacer, specializzata nel settore della tecnologia elettromedicale, con l’intervento del titolare Massimo Marcon: «Le imprese hanno utilizzato questa flessibilità, sicuramente nuova. Voi dite che ci dà la possibilità di licenziare, di fatto nella nostra storia non licenziamo: molte aziende hanno assunto persone che altrimenti difficilmente sarebbero entrate nel mondo del lavoro».

È poi intervenuto Mauro Schiavon, che opera nel campo della carpenteria leggera e della lavorazione dei metalli: «Per svolgere saldature come le nostre ci vogliono competenze e anni di esperienza: se trovo un lavoratore che lo sa fare, non mi importa dell’Articolo 18 o di qualsiasi altra norma, quel lavoratore rimane. Quando si affronta il tema in genere si pensa alle esigenze delle grandi imprese, ma le piccole e medie aziende, con 15-20 dipendenti, affrontato problematiche diverse da quelle grandi».

A chiudere il servizio l’intervista ad Andrea Tiburli, di General Fluidi, azienda leader nel settore dell’oleodinamica specializzata in progettazione e realizzane di sistemi, impianti e componenti per l’industria meccanica: «Qualcosa di buono, il Jobs Act, lo ha portato, ma adesso serve il passo successivo: ridurre il costo del lavoro per rendere le aziende italiane nuovamente competitive rispetto a quelle europee, misura che contemporaneamente consentirebbe di lasciare più risorse in tasca agli stessi lavoratori. Sul tema sentiamo tante promesse, ma nessuno ha fatto sul serio nulla. È questa la vera priorità per le nostre imprese, oggi».

Il servizio di Agorà è visibile dal minuto 26 a questo link: http://www.raiplay.it/video/2018/01/Agora-4c3cc45c-dbbd-4063-ba84-776855b89e42.html

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