“La piccola e media industria privata continua a fare la sua parte e, nonostante le permanenti difficoltà, ha colto con coraggio le opportunità offerte da Industria 4.0,  in una sfida che investe direttamente il futuro dell’ossatura portante del sistema industriale del nostro Paese”. Così Maurizio Casasco, presidente di Confapi,  la Confederazione delle Piccole e Medie Imprese Italiane che raccoglie oltre 83.000 imprese con più di 800mila addetti, commenta le parole del Ministro del Mise, Carlo Calenda.
“Vale la pena ricordare – aggiunge Casasco – che Industria 4.0 non rappresenta una panacea di ogni male. Sono assolutamente indispensabili, piuttosto, scelte strategiche e piani strutturali. Ricordiamoci che non basta  innovare nei processi di produzione, ma  che i cambiamenti futuri del mondo e dei mercati ci impongono di investire in ricerca su nuovi prodotti e sui conseguenti brevetti. Non possiamo certo gridare alla vittoria, se ancora gli ultimi dati ci danno ultimi in Europa per crescita. Le PMI chiedono anche al prossimo Governo  attenzione alla loro specificità nonché strumenti e misure sistemiche per rafforzare competitività e lavoro. Non possiamo dimenticare che propedeutici al dispiegamento del potenziale 4.0 sono interventi radicali sui fardelli che pesano come macigni sugli imprenditori: il costo dell’elefantiasi burocratica (circa 30 miliardi all’anno), un primato negativo di imposizione fiscale a cui non corrispondono servizi di qualità, infrastrutture da ripensare e ammodernare. Non raggiungere poi gli obiettivi dell’Agenda digitale 2020 per quanto riguarda la banda larga – conclude il presidente di Confapi – sarebbe, infatti, un fallimento che l’Italia e le nostre industrie non si possono permettere”.

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