Si è tenuta a Berlino l’Assemblea generale di BMVW, l’Associazione che riunisce le piccole e medie industrie tedesche, presieduta da Mario Ohoven che è anche presidente di CEA PME, la confederazione europea delle PMI di cui Maurizio Casasco, presidente Confapi, è vicepresidente. Un’occasione importante che ha riunito una platea di più di tremila industriali, oltre ad illustri personalità quali Sigmar Gabriel Vice Cancelliere e Ministro dello sviluppo economico tedesco, Günther Oettinger Commissario UE all’industria, Xavier Bettel Primo ministro di Lussemburgo, Liz Mohn componente del board del Gruppo Bertelsmann e Reinhard Grindel, Presidente della Federcalcio tedesca. Nel suo intervento, Casasco si è soffermato su alcuni temi che rappresentano e rappresenteranno il terreno comune su cui le PMI italiane possono interagire e collaborare con quelle tedesche e, più in generale, con quelle europee. Un no, non al TTIP, ma ad alcuni punti rilevanti di questo trattato per il libero mercato tra USA e Europa, che vedrebbero penalizzate le nostre industrie e i loro prodotti di qualità. Un impegno comune affinché Confapi, insieme alle aziende tedesche e a quelle europee, porti avanti i processi di digitalizzazione delle imprese per arrivare quanto prima al traguardo dell’industria 4.0, investendo in processi di formazione culturale e non solo tecnica. Attualmente l’Europa troppo spesso risulta perdente nella competizione industriale con Paesi, come quelli delle Americhe e dell’Asia, favoriti da popolazioni più giovani e da sistemi produttivi e mercati del lavoro e delle tutele profondamente differenti da quelli del nostro continente. Ma la storia, l’esperienza, la nostra stessa cultura industriale ci indicano come la via maestra per ribaltare questo gap sia quella dell’innovazione di prodotto che, a differenza di quella dei sistemi produttivi, non abbiamo ancora affrontato con sufficiente determinazione. Confapi, ovvero le PMI italiane, collaborando in maniera concreta con le industrie tedesche e quelle di CEA PME nonché con le università e i centri di ricerca di eccellenza delle rispettive nazioni, vuole favorire l’inizio di un percorso comune per arrivare a produrre brevetti e conseguentemente prodotti innovativi e di alta qualità tecnologica. Tutto questo nell’ottica di sviluppo e supporto, non solo alla colonna portante del sistema produttivo italiano, ma all’idea stessa di una nuova Europa che ritrovi la sua unità nell’impresa e nel lavoro.

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