Roma, 26 maggio – Unionmeccanica Confapi e i sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno sottoscritto nel pomeriggio l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl per le lavoratici e i lavoratori della piccola e media industria metalmeccanica, orafa ed installazione di impianti. Un rinnovo che coinvolge oltre 40mila imprese e più di 400mila lavoratori, su tutto il territorio italiano.
 
Il nuovo contratto, con decorrenza dal 1° giugno 2021 e durata fino al 31 dicembre 2024, prevede un aumento dei minimi sul livello medio di 104 euro che verrà distribuito in 4 tranche: 23 euro a giugno 2021 e a giugno 2022, 25 euro a giugno 2023 e 33 euro a giugno 2024. L’accordo giunge dopo solo 7 mesi dalla scadenza del precedente contratto. Un’accelerazione condivisa e resa necessaria per dare certezze alle imprese e ai lavoratori, che devono affrontare le gravi conseguenze della crisi pandemica e una difficile ripresa. In definitiva un rinnovo che ha visto sin da subito la condivisione di una ‘nuova filosofia’ delle relazioni industriali, basata non solo sulla dimensione economica del rapporto di lavoro, ma anche sulla necessaria responsabilità sociale e sulla salvaguardia del lavoro stesso. Sono questi i veri capisaldi per superare le sfide di oggi e del futuro. Si è lavorato molto negli ultimi anni sugli enti bilaterali, Ebm ed Ebm Salute, legati al Ccnl che sono in grado di fornire oggi servizi e prestazioni innovative in termini di welfare e sostegno al reddito e che rappresentano il tratto distintivo della contrattazione con le piccole e medie industrie private italiane.
 
“Unionmeccanica ha lavorato intensamente per raggiungere l’intesa di rinnovo, considerando tra le priorità il sostegno al reddito e il benessere dei lavoratori. In tal senso, oltre a concordare un aumento dei minimi retributivi in linea con le aspettative di tutte le parti coinvolte, ci si è focalizzati sulla sanità integrativa, sull’incremento del valore del welfare, sulla formazione continua, sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, nonché sulla tutela delle lavoratrici vittime di violenza. Con un costo del lavoro tra i più alti d’Europa, con le sfide che deve affrontare l’intero nostro sistema produttivo, l’aumento dei minimi retributivi è stato un buon compromesso tra il contenimento del costo del lavoro e l’aumento del potere d’acquisto. Abbiamo tenuto in considerazione le esigenze di competitività delle nostre imprese, senza per questo pregiudicare il reddito dei lavoratori”. Così Lorenzo Giotti, presidente di Unionmeccanica Confapi, commentando l’intesa raggiunta.
 
Per la Segretaria Generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, “il Ccnl Unionmeccanica-Confapi assume un significato molto importante in questa fase di pandemia. È un contratto che valorizza e riconosce il lavoro dei metalmeccanici della piccola e media impresa. L’obiettivo della stagione di rinnovo dei Ccnl metalmeccanici è di riunificare le condizioni normative e salariali mantenendo l’autonomia contrattuale e le specificità che contraddistinguono i diversi contratti. L’aumento del salario e i miglioramenti normativi sono il risultato di una scelta contrattuale tesa a impedire la competizione sui diritti e sul salario dei metalmeccanici”.
 
Per Rocco Palombella, Segretario generale della Uilm-Uil, “abbiamo lavorato fin dall’inizio della trattativa per dare omogeneità e copertura a tutto il settore e i lavoratori interessati. Con il rinnovo di questo importante contratto diamo un’iniezione di fiducia al settore industriale in una situazione complicata. Dalla ripartenza dell’industria dipende la ripresa del nostro Paese. Per questo abbiamo voluto mandare un segnale importante ai lavoratori, andando ad aumentare i salari, il welfare contrattuale e la sanità integrativa. Ancora una volta i metalmeccanici rappresentano il traino fondamentale per la ripresa nazionale”.
 
Per Roberto Benaglia, Segretario Generale Fim Cisl, “Le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale della nostra industria manifatturiera, il ‘Made in Italy’ fatto di qualità e di ‘saper fare’ unico nel mondo. L’intesa raggiunta oggi è importante non solo per i contenuti ma anche per il significato simbolico che essa rappresenta. Un’intesa importante per le lavoratrici e i lavoratori delle piccole e medie imprese, che specie in questo momento, vale il doppio, oltre all’aumento medio di 104 euro, irrobustito il welfare, la salute e sicurezza, la formazione e misure contro la violenza sulle donne. A cui si somma una potenziata bilateralità su cui dovremmo continuare a lavorare”

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