Roma, 27 gennaio 2026 – Confapi Salute, Università e Ricerca ha scritto al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, chiedendo un intervento urgente sul meccanismo del payback dei dispositivi medici, un sistema che sta producendo effetti distorsivi e insostenibili per le imprese della filiera sanitaria.
"La pressione derivante dalle richieste di pagamento – spiega il Presidente di Confapi Salute, Università e Ricerca, Michele Colaci - sta spingendo le realtà di minori dimensioni verso conseguenze irreversibili. Le Pmi non possono reggere l'impatto finanziario di un prelievo non correlato alla propria capacità contributiva. Si rischia la cancellazione di numerosi posti di lavoro e la compromissione del tessuto imprenditoriale. La riduzione della concorrenza rischia di consegnare il mercato alle sole multinazionali, causando nel medio periodo aumenti di costo per l'acquisto dei dispositivi da parte del Sistema Sanitario Nazionale".
"Abbiamo chiesto al ministro Schillaci – aggiunge – un intervento strutturato su tre fronti. Riapertura immediata del Tavolo Interministeriale; lo stop immediato di ogni richiesta di recupero o compensazione, anche a livello regionale per evitare danni irreparabili al sistema produttivo; l'introduzione di un meccanismo sostenibile che eviti di concentrare l'onere sugli operatori più fragili".
Confapi Salute ha anche delineato i punti cardine per un sistema che tuteli i bilanci regionali senza distruggere le imprese: una franchigia per micro e piccole imprese (per esempio esenzione sui primi 5 milioni di euro di fatturato); limite percentuale dell'esposizione per singola impresa, fissato al massimo al 2% del fatturato globale; strumenti di rateazione effettiva e regole uniformi su tutto il territorio nazionale.
"Siamo certi – conclude Colaci - che la distruzione di posti di lavoro e della sostenibilità delle imprese nazionali non sia la scelta politica di questo Esecutivo. Restiamo in attesa di una convocazione urgente per definire soluzioni che garantiscano approvvigionamenti, concorrenza e presidio territoriale".















