Roma, 6 aprile. - “La Corte dei Conti ha certificato quello che denunciamo, inascoltati, da anni: l’economia del Paese non può ripartire se le nostre Pmi sono costrette a pagare allo Stato il 64,8% dei loro guadagni”. Lo dichiara il presidente di Confapi, Maurizio Casasco, commentando l'ultimo rapporto diffuso dall'organo ausiliario dello Stato in merito al cuneo fiscale che in Italia è 10 punti oltre la media europea.

Le tasse vanno ovviamente pagate – puntualizza Casasco - ma è impensabile continuare a comprimere il bisogno delle famiglie e degli imprenditori impossibilitati a utilizzare pienamente il frutto del loro lavoro. Sulle spalle delle piccole e medie imprese italiane, costrette a far fronte anche a una grande difficoltà di accesso al credito, c’è un eccessivo peso fiscale che le scoraggia a investire, ad assumere e, spesso, addirittura impedisce di poter continuare la propria attività”. Per il presidente di Confapi è quindi necessario “intervenire e subito. Le imposte sui redditi da lavoro vanno alleggerite per incidere sul cuneo fiscale, fra i più alti d’Europa, e dare così prospettive alle imprese. Per farlo – conclude Casasco – occorrono politiche strutturali, meno burocrazia, ma soprattutto serve quel coraggio che finora è mancato”.

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