Intervista a Luca Adinolfi
 
 
 
Adinolfi: il sistema economico sta cambiando e non possiamo restare fermi
 
 
Luca Adinolfi è il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Confapi dal 20 novembre 2020 e ha aderito ad IMPatto, l'alleanza delle associazioni under 40 per la ripresa. «La caratteristica da sottolineare in questa crisi — premette — non è stata solo la sua proporzione mondiale e il suo devastante impatto sanitario ed economico, quanto la rapidità con cui si è abbattuta.
 
 
 
Come ha reagito il nostro sistema produttivo?
 
Purtroppo noi eravamo poco preparati ma non eravamo gli unici: scarsa digitalizzazione, modelli di business poco flessibili e una pianificazione poco strutturata hanno contribuito a rendere questa crisi ancora più complessa
 
 
Che cosa ritiene si debba fare ora, nell'immediato, per sfruttare la ripartenza certificata anche dalle nuove stime di Bankitalia?
 
 
È doveroso a questo punto innovare: che siano i modelli di business, le infrastrutture tecnologiche con le quali operiamo nel mercato, che sia il nuovo posizionamento che andremo a proporre ai nostri stakeholder. Ripartire pensando che questo sia stato solamente uno stop&go non può essere la strada corretta, dobbiamo intuire quali siano e quali saranno i nuovi fondamentali economici, i nuovi assetti e le nuove richieste dei nostri clienti e da lì rifondare completamente i modelli di analisi e di business preparandoci quindi più ad un "new normal" che ad una ripartenza da dove ci eravamo lasciati.
 
 
Ritiene adeguati i sostegni messi in campo dal governo e la tempistica con cui sono stati attuati, a partire dalla cassa integrazione spesso erogata con forti ritardi?
 
 
Purtroppo sappiamo tutti che i tempi con cui è stata erogata la CIG e in un'ottica di sostenibilità d'impresa ha generato sicuramente qualche problema alle realtà meno patrimonializzate; i sostegni potevano essere anche adeguati, ma i tempi di erogazione e le difficoltà d'accesso hanno fatto sì che il risultato fosse poco apprezzabile ed utilizzabile. Nel breve periodo avremo bisogno di un sostegno strutturato alla ripartenza e non una tantum: gli ammortizzatori tradizionali hanno mostrato la corda e per questo Confapi è al tavolo organizzato dal governo per una loro riforma alla quale si dovrà presto accompagnare quella delle politiche attive in grado di sostenere lavoratori e imprese in quei cambiamenti che si prospettano all'orizzonte. Non dobbiamo quindi concentrarci esclusivamente sul mero indennizzo economico, ma legarlo ad una sinergia prospettica tra la PA e l'industria così da innescare nuovamente quel circolo virtuoso di cui abbiamo bisogno per essere competitivi e sostenibili nel lungo periodo.
 
 
Attraverso IMPatto chiedete che istanze e proposte degli Under40 siano ascoltate ed accolte. Anche all'interno di Confapi ci sono disallineamenti tra under e over 40?
 
 
Per fortuna nel nostro contesto non sentiamo così forte questa distanza, sappiamo che l'imprenditore è tale, con tutte le difficoltà ed i pregi correlati, sia under o over 40. Al contrario noi cerchiamo di imparare da chi ha più esperienza ed anche di confrontarci su temi innovativi sui quali taluni possono essere meno avvezzi: ritengo che questa sia una sintesi virtuosa che fa arricchire i "due comparti" ogni giorno.
 
 
Come valuta l'esperienza di IMPatto?
 
E’ la testimonianza che più associazioni giovanili possano perseguire in maniera sinergica un obiettivo comune.
 
 
 
Riprendendo una domanda della Survey: quali sono i tre desideri che vorrebbe esauditi dal genio della lampada diAladino per rendere più efficiente il vostro settore?
 
 
ll desiderio è solamente quello di creare un contesto competitivo che ci ponga come attori principali del tessuto economico, attivando definitamente un dialogo costruttivo eliminando burocrazia, i tempi e i disallineamenti strutturali con il resto del mondo che non possiamo e dobbiamo più permetterci.

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