Roma, 5 luglio - “Non raggiungere gli obiettivi dell’Agenda digitale 2020 sarebbe un fallimento che l’Italia e il suo sistema industriale non si possono permettere. È inutile parlare di politica per lo sviluppo quando il Paese perde tempo in bisticci e controversie che fanno sfuggire di mano occasioni di sviluppo”. Così Maurizio Casasco, Presidente di Confapi, la Confederazione delle Piccole e Medie Industrie private che raccoglie oltre 83.000 imprese con più di 800mila addetti, commenta i dati resi noti dal MISE circa il grado di copertura della rete a fibra ottica per internet di alta qualità.

Secondo il Ministero infatti non si raggiunterà nel 2020 l’obiettivo di una totale copertura con banda ultra larga fissa. Oltre al fallimento dell’obiettivo, secondo quanto spiegato da Infratel (la società che opera per conto del Ministero), vi sarebbero anche problemi determinati dalle scelte di investimento degli operatori. Una situazione che vede fra l’altro Tim contrapposta al Governo.

Per il presidente di Confapi “infrastrutture poco adeguate, zone non coperte da Adsl e da impianti a fibra ottica, difficoltà nell’accesso ai dati: sono questi ostacoli pesanti alla crescita delle industrie italiane. Per di più nell'era digitale, dove internet e banda larga costituiscono basi indispensabili per poter anche parlare di Industria 4.0. Si tratta di una situazione – dice- che non è accettabile. In particolare il mancato raggiungimento della copertura con banda ultralarga, danneggia soprattutto le piccole e medie imprese che anche dall’efficienza delle comunicazioni e dei collegamenti possono acquisire maggiore competitività”.

“Non è pensabile – conclude Casasco - che la contrapposizione fra istituzioni e una delle più importanti società al servizio del Paese, possa arrivare a frenare lo sviluppo. Per questo, auspichiamo e chiediamo una risoluzione rapida delle controversie in corso. L’Italia non può più aspettare”.

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